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ven
15
giu '07

Perché sono genoano…

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…l’ho capito da ragazzino quando mio padre mi portò al vecchio stadio di Marassi (quello con i comodissimi gradoni di cemento in gradinata) a vedere nel 1956 Genoa – Fiorentina.

La squadra viola stava vincendo a mani basse il campionato imbattuta. Il Genoa, con una straordinaria partita, vinse tre a unoed io lo vidi piangere e non era il solo. Mi disse: “Sono quei colori che ti fanno piangere nelle vittorie e nelle sconfitte. Oggi sono lacrime di gioia”.E venne l’anno della serie C, il 1971, e li vidi le cocenti lacrime della sconfitta.. E insieme alle lacrime venne una dichiarazione dettatadal passare degli anni e dal troppo amore: “Non posso più andare allo stadio. Il cuore. Questo Genoa mi fa troppo soffrire”.
Ma seguiva le partite del Grifo attaccato alla radiolina e noi a preoccuparci perché eran più le delusioni che le gioie.
Quando entrò in ospedale nel 1982 ormai alla fine dei suoi giorni il Genoa giocava le sue ultime disperate carte di salvezza a Napoli. Era morente ma lucido e mi chiese il risultato. Il Genoa stava perdendo e sarebbe retrocesso in serie B. Mentendo spudoratamente gli dissi che la partita era finita uno ad uno e che si era salvato. Non dimenticherò mai le sue lacrime e poi la serenità del sorriso: “Ghe l’emmo faeta” riuscì a dire. Morì serenamente il giorno dopo ma nel frattempo castellini e Faccenda rimediarono alla mia bugia forse per intercessione di San Gennaro e San Giovanni Battista e magari anche San Giorgio e finì davvero uno ad uno.
E oggi 2007 a festeggiare in piazza De Ferrari la rinascita del Grifo, del Genoa, del Vecchio Balordo, c’è mio figlio con suo figlio mentre io e lo spirito di mio padre, con gli occhi velati da lacrime gioiose, li osserviamo in TV immersi in un mare rosso blu genovese e celeste napoletano.

(di Sergio Marini)

dom
10
giu '07

Bentornato tra le grandi vecchio balordo!!

genoa

Dopo dodici lunghi anni il Genoa torna in serie A. A fargli compagnia il Napoli, grazie al pareggio tra Piacenza e Triestina. Lo zero a zero di Marassi alla fine regala a entrambre le compagini il passaggio alla massima categoria, senza necessità di play off. Subito dopo la partita, soffera e giocata senza esclusioni di colpi, ma in un clima di festa per il gemellaggio tra le due tifoserie, si è scatenata la festa. Prima allo stadio: il campo di gioco è stato invaso dai tifosi prima ancora che la partita finisse. Al triplice fischio dell’incontro tra Piacenza e Tristina centinaia di tifosi hanno invaso il prato di Marassi, spogliando delle magliette i calciatori sia di Genoa che di Napoli. Dopo una decina di minuti, allontanati a fatica i supporters e recuperate in fretta le magliette negli spogliatoi, l’incontro è ripartito per gli ultimi due minuti, che hanno sancito la promozione. Subito dopo la festa si è spostata per le strade e le piazze di Genova. Un lungo carosello con centomila genoani e numerosi tifosi del Napoli si è snodato da Marassi a Brignole, via XX Settembre e piazza De Ferrari, per l’immancabile bagno nella fontana, in attesa dell’arrivo del pullman con i giocatori rossoblu. Una grande festa, pacifica, quasi di liberazione per il popolo rossoblu che da 12 anni aspettavano la promozione. Bandiere, cori, lunghi striscioni hanno colorato tutto il centro di Genova. (www.primocanale.it)

Inestimabile ricordo di una domenica che ogni genoano ricorderà per sempre!!!