
“And love is not the easy thing…
The only baggage you can bring
Is all that you can’t leave behind“
La vita è una sola. La strada è una sola. I percorsi però spesso diversi. E se è vero che la vita è una lunga strada è anche vero che questa strada è come una maratona dove non è il più veloce che vince ma il più resistente. Colui che tiene il ritmo per più tempo. Colui che resiste alle asperità del terreno su cui corre. E quando corriamo in compagnia accade spesso che non viene tenuto il nostro passo. Tocca girare la testa e cercare chi sta dietro. Rallentiamo, battiamo il passo per non raffreddarci. Pazientiamo le prime volte (dopotutto ci vuole tempo per abituarsi l’un l’altro). Poi l’insofferenza sostituisce la pazienza e sentiamo come un fremito energetico che ci dice di continuare a correre. Sistemiamo lo zaino che abbiamo raccolto per strada: motivo di gioia e di responsabilità. Continuiamo il nostro percorso cercando il motivo per cui continuare. Ma in solitudine a volte perché non c’è cosa peggiore che partire in due e trovarsi spesso soli. E’ in questi casi che le soste di ristoro le affrontiamo da soli e ci facciamo problemi se fermarci per bere. Come se stessimo barando nella vita prendendo ciò che non abbiamo diritto di concederci.
In questo percorso ci affatichiamo e sentiamo dolore. Sono i crampi della vita. Quelle cose che ci accadono e che ci demotivano. Le aspettazioni differite che sovente ci levano la gioia di percorrere una strada. A volte quella scelta, a volte quella imposta. E tu allora, zaino in spalla, puoi solo decidere se continuare a percorrere una strada da solo oppure fermarti un momento e cedere al riposo. Inginocchiarti e stendere la cartina della vita, tirare fuori la bussola delle giustificazioni e cercare un nuovo orientamento. Il percorso è arduo, la strada spesso sconnessa e puoi solo fare affidamento sulle tue capacità motorie per poter affrontare nuove esperienze e cambiare questo percorso.
Non c’è scoraggiamento che possa impedire una pausa di ristoro. Un nuovo carico di motivazioni, un po’ di acqua fresca che possa alleviare la fatica. E se è una terra sconosciuta il tuo percorso fa che che diventi la tua terra conquistando ogni metro e deponendo i dubbi e le false speranze. Lo zaino c’è. E’ il tuo. Tu lo sostieni. E’ uno zaino gioioso. Il tuo carico di responsabilità e soddisfazioni. E sei felice di averlo con te. Li dentro trovi ogni obiettivo e ogni incoraggiamento. Come sprone alla corsa hai la voglia di giungere al termine del percorso con la soddisfazione di esserci riuscito da solo anche se durante il percorso qualcuno ha fatto qualche chilometro in tua compagnia. Anche se durante questi chilometri ti ha sorretto per un braccio e in alcuni casi ti ha caricato sulle spalle. Girare le spalle a chi tiene il nostro ritmo ci pone di fronte alla responsabilità dell’amarezza che ci arrechiamo. E se accettiamo di essere coloro che trainano dei pesi morti lungo un percorso fino a che la corda non si spezza da sola non possiamo certo poi lamentarci se colui che poteva tenere il passo ormai ha allungato per altri percorsi. Giocheresti a rincorrere. E che rincorsa!
Spesso la realtà non è quella che viviamo. Non è il percorso che stiamo calcando. E ce ne accorgiamo quando è il fiato che viene a mancare. Quando corriamo scontenti. Quando tocca trascurare il respiro per litigare con gli insetti che disturbano il cammino. Quando corriamo con la testa altrove e non siamo attenti ai passi ma trascinando le gambe ci illudiamo che il paesaggio che ci circonda sia ciò che appartiene alla nostra vita e soccombiamo all’idea che cambiare si atroppo difficile salvo poi accorgersi che non abbiamo rinunciato all’essere attori della nostra vita e non delle comparse. E spesso siamo solo vittime di un miraggio dovuto a ciò che è imposto dalle situazioni dove dobbiamo vedere per forza le cose in un dato modo. Ma se cambiamenti di percorso non senti di fare allora la tappa non è ancora finita.
Io mi sono fermato. Ho steso la cartina, ho usato la bussola, ho cambiato le scarpe, ho bevuto, ho preso lo zaino, ho percorso con altri un po’ di strada e ho ripreso a correre.
Quindi ti dico corri.. io sono sul percorso..
(ph by boh >>>>>>>>>>> soundtrack by U2 – Walk On)




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