oneloveonelife: Love is a temple, Love is a higher law

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lun
8
set '08

L’unico modo per vincere è non giocare


Che cosa fareste se per vincere un milione di euro dovessite sfidare un’altra persona puntando un euro sopra l’altro? Il gioco inizierebbe con il puntare un euro che verrebbe superato dall’altro con due euro. Allora rilancereste con tre e l’altro vi supererebbe con quattro. Il gioco via via andrebbe avanti con la speranza che l’altro rinunci. Cosa improbabile dato che il premio è il milione. Arrivereste al punto che puntando 999.999 euro per vincere il milione il ragionamento sarebbe ormai: punto ancora un euro sperando che l’altro rinunci per andare almeno in pari. E l’altro ovviamente farà lo stesso ragionamento. Una volta superato il milione per non perdere continuereste a giocare euro su euro in un gioca al massacro senza speranza di uscita.

In una biblioteca ho preso un libro di Odifreddi “Il matematico impenitente”. Al di là delle divagazioni piene di numeri su ogni argomento, sia letterario che teologico trovo il ragionamento numerico applicabile anche alla sfera sentimentale. Recentemente ho trovato un articolo interessante su una nota rivista di psicologia che riportava proprio alcuni ragionamenti di Odifreddi.

Quante volte ci è capitato di entrare in un circolo vizioso fatto di scelte unidirezionali senza contare che la soluzione sarebbe solo fermarsi? Magari ci ostiniamo a riparare un auto costandoci tantissimo al punto che il totale dei soldi spesi supera di gran lunga il valore del veicolo stesso. Poi magari succede che parlandone con un amico ammettiamo che con tutto quello che abbiamo speso avremmo potuto comprare una vettura nuova. O forse ci ostiniamo ad investire in un lavoro che non rende nulla finendo pieni di debiti e basta. O ancora persistiamo in una relazione sentimentale ormai finita senza decidere di finirla. O peggio ne iniziamo una che sappiamo in partenza essere una storia difficile dove investiamo sentimenti ed energie senza ricevere nulla se non illusioni. Continuiamo a puntare euro dopo euro nella speranza almeno di andarci a pari. E invece vai in rovina.

E’ proprio così: l’unico modo per vincere è non giocare.

gio
4
set '08

Decidere di decidersi

Il contachilometri indicava una velocità al di sopra del limite imposto. Le indicazioni suggerivano di svoltare o a destra o a sinistra per impegnare un percorso alternativo. A destra forse più breve ma con il rischio di incontrare delle code di autovetture ferme nel traffico. O forse a sinistra. Un percorso libero dal traffico ma decisamente più lungo. La carreggiata iniziava ad allargarsi per dividersi in due strade. All’orizzonte lo spartitraffico composto da enormi bisoni di acqua si faceva via via sempre più vicino. Inizio a decelerare e a pensare quale strada prendere. Non avevo pensato che l’indecisione potesse impegnarmi così mentalmente. Destra o sinistra? Guardo l’orologio e inizio a fare due conti. Se vado a destra potrei trovare traffico ma se non c’è sicuramente arrivo prima. A sinistra? Non c’è mai traffico ma è lunghissima. Potrei per assurdo arrivare prima però. Da sinistra mi sposto a destra. Poi da destra a sinistra. Sono indeciso. Non so cosa scegliere. Mancano pochi metri. Forse cento. Ottanta. Che faccio? Riguardo l’orologio. Ok vado a destra. No no. Aspetta. A sinistra magari vedo il mare. Si ora me la prendo comoda?? Devo arrivare. Vado a destra. Trenta metri. Vado a sinistra. Venti metri. Vado a destra.  No no me lo sento c’è traffico meglio a sinistra. Dieci metri. No ho deciso a destra. Cinque metri. Fanculo a sinistra…….BOOOOOMMMM…… sento fischiare le orecchie. Che è successo? Ho male alla schiena. Ma è piovuto?? Chissà stasera cosa si mangia.. Ma che è successo?? Sono tutto fradicio. Oddio la macchina…

Nell’indecisione la scelta è stata quella di non decidere. E la vettura ha conosciuto rapidamente la consistenza dello spartitraffico. Ora non ci sono decisioni da prendere. Ha deciso il caso. E il caso, provocato, ha deciso che nell’indecisione l’unica soluzione era non decidere nulla e quindi sbattere contro il divisorio tra le due corsie.

Prendere una decisione non e’ sempre facile come sembra. Essere decisi in qualcosa implica l’avere il totale controllo delle proprie facoltà si amentali che percettive.  L’essere indecisi può mettere in pericolo non solo la nostra vita ma anche quella altrui. Spesso infatti una decisione puo’ cambiare la vita propria e quella degli altri. C’è chi decide di cambiare lavoro investendo denaro ed energie in qualcosa di nuovo. Se riesce cambia vita. Se non riesce cambia vita. Il risultato qual’è? Sempre la vita cambia. Per se e per gli altri. C’è chi decide di sposarsi. E’ una decisione che cambia la vita. Chi decide di rompere un matrimonio cambia la vita a se e agli altri. A molte persone. Ma le decisioni non nascono così a caso. Ci sono processi mentali tali da portare piano piano la persona a desiderare un cambiamento e quindi a decidere qualcosa con convinzione. La convinzione alimenta il coraggio. Perché ogni decisione richiede coraggio. Ogni decisione deve inevitabilmente affrontare la paura. La paura che la decisione stessa sia sbagliata. Quante decisioni prendiamo ogni giorno? Se pensiamo che giorno per giorno noi costruiamo la nostra vita sulla base delle decisioni che prendiamo anche inconsciamente dovremmo vivere nella paura ogni ora del giorno? Però non intendo parlare di decisioni semplici del tipo come mi vesto stamattina, anche se potrebbe addirittura provocare un cambiamento di vita persino l’abbigliamento che scegliamo. Ma non voglio cadere nel facile tranello di analizzare ogni minima scelta se no si cadrebbe nella paranoia totale. Che fare allora??

Per prima cosa serve analizza tutte le possibili soluzioni al problema. Qual’è il problema? cambiare lavoro? Scegliere se chiudere o no una relazione? Sposarsi? Accettare una proposta d’investimento? Poniti delle domande. Analizzare significa staccarsi dal problema e prenderne visione da una posizione neutra, esterna. Difficile? Si! Se fosse facile nessuno avrebbe problemi nel prendere decisioni. C’è la componente emotiva che spesso impedisce di staccarsi dalle emozioni e quindi di vedere le cose esternamente. Quindi per prima cosa cerca di vedere le cose come se tu non fossi tu. Analizzare le soluzioni non è poi così difficile. Potrebbe per assurdo servire un foglio e una penna. Fai una bella riga nel mezzo e scrivi a sinistra PRO e a destra CONTRO. Non calcolare l’incertezza perché esiste in entrambe le varianti. E non basarti nemmeno sul numero delle cose che scrivi. Potresti avere tre cose PRO e dieci CONTO. Ma quelle tre essere di tale valore da surclassare il resto. E poi calcola che tendiamo ad essere sempre negativi. Quindi è quasi certo che nella colonna CONTO scriverai un romanzo. Questo ti serve solo per valutare. Visualizzare.  Ricordo un amico che lo fece quando era indeciso se chiudere con la storica fidanzata la cui storia era ormai esaurita. Nella colonna dei PRO c’era solo una cosa a differenza di decine di cose CONTRO. Quella cosa bastò.

Di fronte a delle scelte si tente spesso a chiudersi in se stessi. Succede perché si ha timore di apparira agli occhi degli altri come degli immaturi che non sanno prendere decisioni. Quindi non si raccolgono informazioni sul problema e si rimanda la decisione. Oppure si decide spinti dall’emotività e senza aver riflettuto. Che fare? Semplice: parla con le persone giuste, chiedi ad amici e familiari la loro opinione e ricerca l’argomento che costituisce il problema. Dicendo “persone giuste” intendo dire che se ho un problema che mi impone una decisione, per esempio, riguardo se chiudere o no una relazione non chiederò pareri al mio amico Gastone noto come tombeur de femme che non riesce a far durare una relazione il tempo di ricordare il nome di una ragazza. Semmai chiederò parere ad un amico che ha esperienz. Se ho 40 anni non chiederò parere al figlio del mio amico Antonio che ha 20 anni il quale considera uscire con altre ragazze nonostante l’essere impegnato una cosa normale al giorno d’oggi. Scegliere la persona giusta a volte è fondamentale. Sempre che non si interpelli qualcuno che SAPPIAMO dirà ciò che NOI vogliamo sentire. Di solito un vero amico ha abbastanza affetto da dire qual’è la scelta migliore salvo poi non condizionare. Perché le decisioni sono personali e il loro carico lo portiamo noi non l’amico.

Una cosa utile per poter fare una scelta e prendere una decisione limando il più possibile lo spettro (inevitabile) dell’incertezza è fare tutta l’esperienza possibile per capire bene a cosa si va incontro. Se sono indeciso se sposarmi o meno perché non considerare l’opportunità di vivere insieme per un pò? Se devi decidere se comprare o no un automobile nuova perché non andare a provarla più e più volte?? Banale direte voi..ma ne conosco tante di persone che hanno comprato 30.000 euro di automobile per poi lamentarsi per lo sterzo poco ampio o il lunotto posteriore troppo piccolo.

Una cosa che poi non devi trascurare è la mentalità. La tua mentalità. Tornando al ragionamento precedente sulla paura, il timore delle decisioni devo svelarti un segreto. però se mi prometti di non dirlo a nessuno a meno che non ti chieda un parere e sia indeciso su cosa fare o meno in relazione a qualcosa: non esistono decisioni assolutamente giuste o sbagliate. Sembra scontata come cosa ma non lo è. Sempre per lo stesso motivo di prima. Siamo portati con naturalezza a voler avere sempre la certezza su ogni cosa. Ma questa certezza è impossibile per un semplice fatto: non abbiamo il totale controllo sulla vita a meno che…a meno che.. non agiamo sui nostri pensieri con positività non rinunciando ai sogni ritenendoli impossibili. Quindi accettando che decidere in un modo o nell’altro non ci rende esenti da un margine d’errore eliminiamo gran parte dell’ansia e dello stress che l’essere di fronte ad una decisione provoca.

Sempre in relazione alla paura dovresti analizzare OGNI paura che ti guida verso una decisione. Analizzala oggettivamente. Devi decidere e devi farlo. L’imbecille che era in macchina di cui ti raccontavo prima doveva analizzare le proprie paure che lo spingevano verso la decisione. Tra se e se diceva vado a destra perché a sinistra la strada è troppo lunga anche se non c’è traffico. Qual’era la paura? Quella di non arrivare in tempo a destinazione. Diceva anche vado a sinistra perché se prendo a destra c’è sicuramente traffico anche se la strada e corta. Qual’era la paura? Sempre quella di non arrivare in tempo a destinazione. Ma allora sorge spontanea la domanda: prendere a destra o sinistra che cambiava se tanto la paura era sempre la stessa? Una decisione valeva l’altra. Ebbene si!! Alle volte certe decisioni le vediamo enormi a causa della paura che fondamentalmente non esiste. Lui non avendo deciso per tempo ha perso più tempo che fare il giro dell’intera tangenziale due volte.  Quindi analizzare una paura oggettivamente significa scorporarla di tutta l’emotività di cui è composta e valutare se il problema è davvero tale. E scoprirai che la maggior parte delle volte le paure sono quasi infondate.

Una mia amica era di fronte alla decisione di chiudere una storia d’amore ormai conclusa che trascinava da tempo.  Lei in più era innamorata di un altro ragazzo e questo complicava le cose sotto un certo punto di vista. Era di fronte ad un bivio. Voi direte: beh?? Mollalo e stai con l’altro no? Sono cose che accadono non c’è nulla di alieno. Invece no.  Secondo lei il problema era chi non far soffrire a discapito dell’altro. E così facendo erano in tre a soffrire: uno direttamente, uno indirettamente e lei completamente. Di cosa aveva paura? Di fare una scelta sbagliata. E non facendo nessuna scelta decideva la cosa davvero più sbagliata. Analizzò le paure oggettivamente, chiede ad un amica fidata e matura, comprese che di fronte a certe situazioni bisogna decidere e accettò l’unica certezza reale: non esistono decisioni universalmente giuste o sbagliate. Dipendeva solo da lei e dai compromessi tra le sue necessita’ e i suoi desideri. Decise di chiudere con il fidanzato la relazione. Ora so che sta insieme al ragazzo del quale si era innamorata. Giusto? Sbagliato? Chi può giudicare?? Se sta bene non vedo il problema.

 Ricordati che non esistono decisioni perfette e che tutte le scelte sono fatte in una condizione di parziale incertezza e che il tempo passa e rimandando la decisione non risolverai mai niente.

“La lezione più importante che l’uomo possa imparare in vita non è che nel mondo esiste la paura ma che dipende da noi trarne profitto e che ci è consentito tramutarla in coraggio. (R. Tagore)”

Ora che cazzo aspetti? Deciditi!! E stai attento in auto :D